Multiverse Ballad di Andrea Atzori e Tim D.K.

Multiverse Ballad scritto da Andrea Atzori e da Tim D.K. è un libro particolare, anzi oserei dire che è un libro unico nel suo genere. L’ho finito giusto qualche giorno fa e mi ha davvero colpito molto. Il libro è una raccolta di racconti, apparentemente slegati fra loro ma in verità collegati in qualche modo, ambientati in realtà, mondi, differenti nel multiverso. La teoria del multiverso dovrebbe essere abbastanza nota per chi legge fumetti ed in parole povere il multiverso è l’insieme di tutti gli universi o dimensioni\realtà che possono esistere. E’ un concetto spesso utilizzato nei libri, nei fumetti, nel cinema e nelle tv, basti pensare solo al telefilm “Sliders” da noi chiamano “I viaggiatori” che guardavo da ragazzino e che mi appassionava tanto all’epoca. Il multiverso, le realtà parallele, forse proprio per quel telefilm, mi hanno sempre interessato particolarmente. Nel loro libro, gli autori, aggiungono una componente nuova alla “teoria” cioè che ogni fumetto, libro, serie tv, film, sogno, racconto, esiste da qualche parte nel multiverso e che, in qualche modo, la sua esistenza raggiunge la mente delle persone che poi ne fanno quindi libri, film, fumetti, ecc… Devo dire che, dato che le realtà alternative mi interessano così tanto, era un’idea che avevo avuto anch’io qualche tempo fa e mi ha fatto molto piacere vedere che non sono l’unico ad averla avuta e che è stata pure messa per inscritto. Tornando al libro, dopo la digressione sul multiverso, i generi letterali (e quindi i mondi) che compongono questa raccolta sono davvero moltissimi c’è il cyber punk, c’è la distopia, c’è il mondo post apocalittico, c’è l’urban fantasy e sicuramente ne ne scordo qualcuno. Non voglio rivelare troppo dei vari racconti per evitare spoiler quindi dico soltanto che mi sono piaciuti più o meno tutti anche se ce ne sono alcuni che ho davvero apprezzato molto come quelli della “famiglia” Alexander. Tutte queste storie sono molto interessanti e alcuni sono davvero coinvolgenti, soprattutto dei racconti più strutturati e lunghi. Inoltre mi è piaciuta molto la scrittura del libro, che ho trovato molto scorrevole e che mi è sembrata cambiare a secondo delle tipologia di racconto (ma sono solo un lettore e potrei anche sbagliarmi su questo). Data il tipo di libro non è semplice scegliere il personaggio che ho apprezzato di più,  ce ne sono molti ma forse il personaggio che più ho apprezzato è stato Nathan Alexander del racconto che ho preferito dal titolo “Il sangue degli Alexander“. Concludendo posso solo scrivere che è un libro che ho apprezzato moltissimo e che consiglio davvero molto di leggere.