La notte dei biplani di Davide Morosinotto

Ieri ho finito un libro che ho trovato davvero stupendo, il titolo è “La notte dei biplani” scritto da Davide Morosinotto. E’ una ucronia ambientata in un mondo leggermente diverso dal nostro, durante la Grande Guerra in cui l’informatica è già stata scoperta e viene adoperata anche nello sforzo bellico da ambo le parti. Non so se uso i termini adatti ma mi sembra che ci sia una certa influenza dello steampunk nel mondo di questo romanzo. Infatti per quanto l’informatica sia anche ad un livello superiore al nostro, per farla funzionare, si usano apparecchiature molto “retro” e insomma adatte all’epoca. Il clou del libro è la famosa battaglia nei cieli che si consumò durante la Prima Guerra Mondiale tra gli Alleati e l’intesa ma questa volta i piloti di ambo le parti sono direttamente collegati al “Bot” che controlla gli aerei, una sorta di interfaccia neurale. E da qui partirà tutta la trama del romanzo, che non anticipo troppo per evitare spoiler. Adoro, personalmente, le ucronie, probabilmente sono, insieme ai viaggi nel tempo, tra le cose che preferisco di romanzo, film e serie tv fantasy e di fantascienza. quindi ho adorato questo libro. E’ scritto benissimo, mi sembrava di essere veramente in miniera o nei cieli europei a volteggiare con gli assi dell’aria. Mischia, sapientemente, fatti reali con quelli della storia alternativa di questo mondo leggermente diverso dal nostro. Alla fine, però il risultato non cambia, l’orrore e la tragedia della Grande Guerra rimangono gli stessi e vengono descritti benissimo nel romanzo. Devo dire che è stato strano leggere un altro libro che, almeno in parte, è incentrato sugli assi dell’aria della Prima Guerra Mondiale. Infatti il primo libro che ho letto quest’anno è stato “The Bloody Red Baron” di Kim Newman incentrato proprio sul famoso Barone Rosso ma in salsa vampirica. Un altro mondo alternativo al nostro, uno in cui i vampiri si sono rivelati agli umani e combattono insieme a loro nella Grande Guerra. Ed è stato davvero particolare ritrovare citati in “La notte dei biplani” alcuni dei protagonisti del libro di Kim Newman e “vedere” anche alcune delle stesse “location”. (E penso che il castello in cui i tedeschi svolgono delle ricerche segrete sia lo stesso in entrambi i libri. Suppongo che sia quello da cui partiva il Barone Rosso nella nostra realtà ma non conosco abbastanza la storia della Prima Guerra Mondiale per esserne certo). Quindi ho davvero apprezzato molto questo libro, probabilmente uno dei migliori letti quest’anno!