Dust, blood and death

Puzza di carne morta. Grumi di polvere nell’aria. Odori mefitici. L’inferno sceso in terra. Muri sbriciolati. Cemento disgregato. Esplosione atomica si direbbe, ma non c’è alcun fungo nel cielo. Macerie, umane e edili. Dove c’era un paese ora c’è solo un’immensa e orrida rovina fumante. Scenario da guerra. Da mattatoio. Lui è ben abituato al macello della morte guerresca. Ha sempre vissuto di sudore e sangue, in qualche modo ne vive ancora. Nessuno potrà mai comprenderlo. Nessun mortale potrà mai farlo. Gli tornarono alla mente avvenimenti accaduti in un altro luogo, in un altro tempo. Un’altra era. Guerra dei Trent’anni. Germania. Sacco di Magdeburg. Le truppe cattoliche, devotissime al Dio della Chiesa di Roma, invadono la città della Vergine, che sembrava imprendibile. Inespugnabile. Inviolata. Così non sarà. La Vergine verrà stuprata, malmenata, quasi uccisa. I mercenari al soldo del sovrano di Svezia dissero che tra le file, maledettissime, cattoliche ci fosse un demonio. Un vero e proprio diavolo cornuto. Incurante dei colpi di cannoni, delle salve degli archibugi, dei colpi di Pappenheimer. Tutto inutile. E’ quell’essere il vero inviolato. Una furia rosso scarlatto. Si diverte a sbranare a mani nude la gente, si dice, si dice che si sollazzi, dopo la sicura vittoria, a violentare qualsiasi cosa respiri. Non fa differenza di sesso o di genere. O anche di appartenenza monacale. Dicono abbia addirittura sfondato a sangue un arcivescovo cattolico che lo aveva insultato. Sono solo sussurri nella notte. Niente di certo, niente di sicuro. Dicerie. Di un tempo lontano. Tanto sangue è stato versato da allora. E’ cambiato. Dopo secoli di battaglie anche lui è nauseato dalla guerra. Affonda gli artigli nelle macerie. C’è qualcuno di vivo sotto i cumuli di vita quotidiana che sono crollati addosso ai dormienti. Vede una mano. La stringe. Toglie altri mucchi di calcinacci, di macerie. Estrae un uomo. Ride alla luna bianca come le ossa che affiorano dai resti della città. Un prete. Un dannato, fottuto, cattolico emissario del Dio di Roma. La sua risata è come un eruzione vulcanica. L’uomo cerca di farsi un segno della croce.

“E’ arrivata l’Apocalisse!” biascica afferrando convulsamente il semplice crocifisso di legno che porta al petto.

“E’ già arrivata da qualche minuto. Ma, purtroppo, non è quella che intendete voi monsignore del mio eretto cazzo!” disse il demonio, sorridendo in maniera oscena. In effetti il membro del dimonio era eretto. Come sempre era stato e sempre sarà.

Il prete svenne per il troppo shock. Il terremoto. Il salvataggio da parte di un demone cornuto. Troppo per una povera anima pia. Con quanta delicatezza potesse avere, Mad Dog si mise l’uomo in spalla e lo portò verso un accampamento improvvisato che era stato montato dagli Imperiali. Molti, troppi i sacchi neri già riempititi. Molti, troppi, i lettini stracolmi di gente ferita. Posò il prete su di un lettino e si avviò senza dire nulla verso quel che rimaneva di una città morta. Inghiottita dalle macerie. Onna.