A birth is always happy
Era soddisfatto. Capitava poche volte ormai, l’orgasmo non gli procurava più quel piacere delle prime volte. Forse perché erano passati millenni dal primo rapporto sessuale che aveva avuto con una donna. Anche all’epoca era stato uno stupro. Difficilmente le donne si innamoravano di un tipo come lui. O almeno così pensava. In realtà alle femmine piace il bel tenebroso, l’uomo dannato. Ma lui non si era mai occupato di mode o di tendenze. Aveva visto questa bella sedicenne per strada. Quei capelli biondi ricci e il seno già florido a quell’età, l’avevano attizzato come poche volte era successo. L’aveva rapita con la velocità di un vento del deserto e portata in un luogo appartato. L’avevo violentata per ore prima di riuscire ad ottenere il vero piacere. Ora non sapeva cosa farci di quel pezzo di carne nuda, svenuta per l’atrocità che era stata commessa al suo corpo e alla sua anima. Decise di lasciarla in vita. Una così bella creatura doveva vivere, soprattutto dopo aver assaggiato il seme di un essere superiore quale lui era. Tanto probabilmente sarebbe morta durante la gravidanza. Non aveva figli, non perché non li volesse, ma perché tutte le femmine con cui aveva copulato, erano morte. Troppo potere pensava, ma sapeva bene che morivano anche per le atrocità che avevano in grembo. Mostri creati dai suoi geni corrotti. Pensò che poteva tornare a trovare la ragazza fra qualche giorno, aveva sempre un altro buco da esplorare.
Gli eventi della Rivoluzione d’Ottobre lo colsero impreparato. Come lo era stato per la Rivoluzione Francese. Lo zar era decaduto e con lui tutti i progetti che aveva coltivato da secoli con la Madre Russia. Ormai quel paese non era più una sua priorità. Si trasferì quindi a Monaco, spirava un’aria di violenza e paura in quelle lande. Un’aria che ben ricordava. Si invece scordò della bella ragazza dai capelli biondi. Tanto sapeva che non avrebbe mai potuto far nascere un suo erede. Nessuna poteva. Questa storia ci fa capire come anche un immortale può errare. Qualche mese dopo in uno scantinato infestato dai topi di San Pietroburgo, venne alla luce il “mostro”. Così orrendo che la madre morì di crepacuore quando lo vide. Anche chi era nel locale, la nutrice, la nonna del pargolo, morirono, ma loro non per cause naturali. Fu il neonato. Un singolo impulso al cervello. Un ictus di massa. Non voleva avere spettatori della sua nascita che fossero in vita per raccontarla. O peggio ancora, parenti umani. Lui era Dark King. L’unico suo consanguineo era suo padre. Lot Destr, meglio conosciuto come l’Imperatore Nero.

Beh, ovviamente mi piace, quando c’è sangue e morte si sa che si va incontro alle mie preferenze
Contento che sia di tuo gradimento, credo che questo sarà solo il primo di alcuni racconti brevi incentrati sull’Imperatore Nero…
X-Bye
ho l’impressione che quando avrò del tempo dovrò leggermi i racconti precedenti… eh si…
Io ho l’impressione che allora dovrò darmi una sbrigata a rivederli XD
X-Bye
Ho specificato apposta il “quando avrò tempo”…
fai pure con comodo, non preoccuparti xD
Ah, carino il fumetto! Complimenti alla mangaka
Avete in progetto di continuarlo, o quantomeno di dargli un seguito “letterario”?
Il racconto è autoconclusivo, ed è molto più crudo del fumetto. Poi lo metterò nel blog…
X-Bye