Typhoeus

Diario del Professor Hans Von Steppembaum

Napoli, 26 dicembre 1890

Il mio caro amico Heinrich Schliemann è morto davanti ai miei occhi, nella sua camera di albergo, si era sentito male il giorno prima nella Piazza della Santa Carità. La sua morte mi ha sconvolto, non credevo che potesse succedere così presto e così velocemente, nessuno è preparato alla morte di una persona amica. Nemmeno Heinrich era preparato, nessuno o quasi lo è davanti alla grande livella. Gli sono stato accanto sempre da quando è collassato, gli ho stretto la mano quando ho sentito che il soffio della sua vita stava andando via, ma prima di morire, in un momento di lucidità mi ha rivelato qualcosa che non aveva voluto mai dire a nessuno prima d’ora. Una tavoletta trovata a Micene, anni fa, durante i suoi scavi alla ricerca della tomba del re Agamennone. Mi disse dove trovarla, di non dire a nessuno dove si trovasse e che come suo ultimo desiderio, voleva che io, il suo migliore amico, interpretassi la strana scrittura della tavoletta. Heinrich era convito che questo oggetto potesse condurre a tesori immensi ed inimmaginabili. Non ho potuto resistere a quegli occhi supplichevoli ed ho accettato l’ultima volontà del mio amico, in sua memoria ho preso come me questa tavoletta che era conservata in un baule di piombo che Heinrich teneva sempre e gelosamente vicino al sé. Domani aprirò questo baule e vedrò per bene questo manufatto, ora sono troppo stanco e triste per fare qualunque altra cosa.

Napoli, 27 dicembre 1890

Sto aiutando Sophia nell’organizzare il trasporto della salma di Heinrich ad Atene, dove in un cimitero della città è stato costruito un enorme mausoleo per accogliere il corpo del mio amico. Non ho ancora avuto il tempo di vedere la tavoletta, ma lo farò al più presto.

Berlino, 8 gennaio 1891

Non ho avuto il tempo per scrivere, ho dovuto aiutare Sophia con tutte le faccende conseguenti alla morte di Heinrich. Il suo funerale è stato grandioso, degno degli eroi dell’antica Grecia, che lui tanto amava. Oggi ho finalmente avuto il tempo per aprire il baule del mio amico. Ho dato una prima occhiata alla tavoletta, che credevo essere di terracotta, invece è fatta di un materiale strano, non saprei come definirlo, è leggero come il vetro, liscio e senza alcuna imperfezione, inoltre ha uno strano colore bianco latte. Le scritte invece sono di colore nero scuro, sembra un qualche genere di inchiostro. Infine la scrittura per quel che posso vedere è perfetta, lineare, senza sbavature. La lingua usata è assai strana e a me sconosciuta, anche se c’è qualche rassomiglianza con le lingue indo-europee. Dovrà far ricorso a tutti i miei studi di linguistica per decifrare questo documento, non so quanto tempo ci vorrà, ma lo faccio in memoria del mio grande amico Heinrich.

Berlino, 19 febbraio 1892

E’ passato più di un anno da quando ho iniziato a decifrare la tavoletta lasciatami dal mio amico Heinrich. Ormai ne sono certo, aveva ragione, c’è qualcosa di assai importante sotto, qualcosa di estremamente importante. Prima di tutto credo che la lingua usata sia l’indo-europeo originale quello che ha dato vita a quasi tutte le lingue di oggi. Non mi spiego ancora cosa potesse farci a Micene e come si possa essere conservata un tesoro del genere. Inoltre è assai più antico delle rovine di Micene e delle scoperte che ha fatto Heinrich. Ora riporterò parte del testo che sono riuscito a decodificare, purtroppo alcune parti non sono riuscito a capirle, ma ciò che ho scoperto finora è assai interessante.

“Il mio nome non ha importanza, a chi leggerà [….] scrivendo non importerà […..] solo sapere che io sono un atlantideo, uno degli ultimi rimasti in questo mondo. Il mio [….] profondo, non potete nemmeno [….] quanto sia lontano [….] origine. Sappiate questo, eravamo una grande civiltà, la più grande che [….] Avevamo iniziato un’età che nei vostri miti verrà definita dell’oro, un’era che non si ripeterà [….] nel vostro […..] A causa di un traditore, il nostro continente è affondato sotto i flutti dell’oceano. Il Signore Oscuro ha compiuto ciò per cui era stato destinato ed ora combatte il fratello gemello, l’Imperatore Bianco per la [….] Noi pochi sopravvissuti ci nascondiamo, cerchiamo di vivere [….] in pace [….] La nostra [….] superiore alla [….] di qualunque era [….] Purtroppo l’affondamento della nostra isola ha creato un gigantesco maremoto in tutto il [….] un diluvio immenso. Abbiamo deciso di stabilirci alle pendici di un vulcano di una piccola isola che può alimentare con [….] lava [….] apparecchiature.

Abbiamo scoperto qualcosa di eccezionale, le leggende degli abitanti del luogo […..] Tifeo o Tifone, rinchiuso al centro del vulcano, sconfitto da Zeus eoni […] non crediamo a queste [….] le divinità non esistono […..] solo stati creati per […..] i fenomeni naturali che […..]

La grotta che gli indigeni […..] indicato sembra emanare […] energia sconosciuta anche a [….] abbiamo deciso [….] esplorare la caverna il [….]

C’è qualcosa di vivo là sotto, qualcosa di potente ed antico, qualcosa che abbiamo risvegliato, dannato sia […..] già due di noi sono stati divorati dalla creatura […..] più potente la sentiamo […..] notte […] respiro attraverso il vulcano. Non [….] tutta è […..] raccontano le leggende [….] dobbiamo sigillare la [….] per impedirle di scappare [….] dobbiamo avvertire l’Imperatore Bianco.

Sono riuscito [….] contatto […..] che [….] detto dove si […..] l’ [….] dovrebbe trovare […..] nel [….] ad est di Atlantide […..] combattendo contro [……] Nero. Purtroppo non […..] a [….] nelle onde […] le energie che […..] devono interferire con […..] strumenti.

Non avrei mai creduto di vedere ciò che ho visto ieri, la creatura era sempre [….] ad attirare [….] scomparsi altri […..] Quando credevamo di aver perso […..] è arrivato dal cielo un uomo, un Dio, si fa chiamare Ares è il dio [……] viene dall’Olimpo. Ci ha detto che [….] stolti per aver risvegliato il […..] ha detto che siamo […..] pensando di essere gli unici ad aver la sapienza e la […..] Ha detto che abbiamo devastato […..] Ci ha intimato di andare via mentre lui chiudeva […..] inoltre ha voluto sapere se […..] è stato toccato dalla creatura. Solo Cratis ha avuto il coraggio di [….] l’ha ucciso all’istante colpendolo con un raggio dei suoi occhi dicendo che […] ormai era [….] legato alla […..] Ares ha detto di andare [….] che lui chiama Ellade. Non ho avuto il coraggio di [….] anche mio figlio è stato […..] Ares ha detto che avrebbe informato […..] Bianco che sembra l’unico ad aver […..] nella nostra [….] Per chiunque legga questo […..] evitate [….] il monte Aetna [….] caverna […] nord del vulcano […..] Tifone.”

Quanto è scritto in questa tavoletta è di straordinaria importanza, lo capirete anche voi, narra della mitica isola di Atlantide ben prima di chiunque altro, narra dei suoi sopravvissuti e si intreccia con la leggenda di Tifeo. Sono troppo eccitato ora per descrivere appieno la portata di questa mia scoperta e tutte le sue conseguenze. Lo farò quando starò in viaggio, forse avrò la mente più lucida, parto domani per la Sicilia, già mi sono accordato con il re d’Italia Umberto I per fare degli scavi intorno al vulcano. In onore del mio amico Heinrich Schliemann compio quest’impresa, che Dio vegli sulla mia testa e mi faccia compiere la più grande scoperta dell’umanità!

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Questa è la prima parte di un racconto ancora da finire, che spero di continuare. La seconda parte la scrisse Valberici e la potete trovare qui. La terza parte l’aveva scritta Mechanikwing ma la devo recuperare perché Splinder ha fatto la fine che fatto. Infine la quarta parte che avevo scritto io la voglio rivedere per bene. Dopo che l’avrò rivista potrei passare la palla di questo blogracconto a qualcun’altro come avevamo fatto per le prime parti ormai scritte molti anni fa.