Children of Dune

Finalmente mi sono visto, complice il fatto che “Dune” sia tornato in libreria grazie alla Fanucci, “Children of Dune“, la seconda miniserie televisiva incentrata sul mondo di Dune tratta da “Il Messia di Dune” e “I Figli di Dune“, il secondo e il terzo libro della saga di Frank Herbert. Il giudizio è estremamente favorevole, anzi questa miniserie è anche più bella della prima e raggiunge vette di epicità e drammaticità assolute. Già la prima miniserie mi era piaciuta molto, sempre molto di più del film di David Lynch a cui sono molto affezionato ma che è troppo confusionario e confuso, la prima miniserie, oltre ad avere attori bravissimi come William Hurt e Giancarlo Giannini, aveva Vittorio Storaro come cinematographer, un vero e proprio genio. E forse in “Children of Dune” è proprio l’unica cosa che mi manca rispetto a “Frank Herbert’s Dune“. Comunque in questa nuova miniserie ritroviamo Alec Newman (Paul Atreides), Julie Cox (Irulan Corrino), Barbora Kodetová (Chani), e alcuni degli altri attori della precedente miniserie e troviamo alcuni volti nuovi come Daniela Amavia (Alia Atreides), James McAvoy (Leto II Atreides) e Susan Sarandon (Wensicia Corrino). Quel che mi è piaciuto di questa miniserie di più rispetto alla precedente sono varie cose, primo di tutto la colonna sonora di Brian Tylerche è assolutamente stupenda ed è una delle migliori soundtrack che siano mai state create, secondo che gli occhi dei Fremen e di chi abita su Arrakis sono finalmente del colore, blu nel blu, che intendeva Herbert e non il celestino trasparente della miniserie precedente, e una regia più…, come dire, sapiente, precisa, concisa, un montaggio migliore. Sarà che anche la storia è appassionante, vibrante e commovente, sarà che non c’è da fare un paragone con un’altra opera filmica come era per la miniserie precedente con il film di Lynch, sarà per tutti questi motivi ma questa miniserie mi è piaciuta moltissimo. Mi sono piaciuti gli straordinari costumi ancora opera del premio Oscar Theodor Pistek, le bellissime scenografie, i cambiamenti alla trama che sono sia indolori sia giusti nell’economia della miniserie. Quindi non mi resta altro che dirvi di vedervi questa fantastica miniserie e di ascoltarvi la più bella traccia della sountrack cioè Inama Nushif che è cantata proprio nel linguaggio dei Fremen! ( E che con il montaggio della miniserie è una delle scene più belle in assoluto che io abbia visto).