Moby Dick

Inizio questo post su Moby Dick con un video tratto dal più bel film di Star Trek, cioè Star Trek II: The Wrath of Khan, in cui alla fine, da parte dell’antagonista del film, assistiamo ad una citazione del capitano Achab. (C’è da dire che il Khan di questo film è molto simile ad Achab, anzi, è proprio ispirato alla figura del famigerato capitano, tra l’altro uno dei libri che Khan ha durante il suo esilio è proprio Moby Dick).

Moby Dick è un libro difficile da leggere, è strano, prima sembra che debba essere il racconto delle avventure di Ismaele su di una baleniera, ma poi Ismaele diventa un personaggio stra-secondario ed il vero protagonista è il capitano Achab (che si pronuncia Aahab) e la famigerata balena bianca Moby Dick. La stranezza del libro sta nel fatto che ad un certo punto si trasforma in un trattato sulla cetologia e sulla baleneria, senza contare il cambio di protagonisti, il fatto che alcune volte il libro sia un po’ ostico da mandare avanti. Melville non semplice da leggere, nel senso che o la traduzione fa schifo o certe volte Melville scrive in maniera veramente complicata. Certo è che il capitano Achab è il personaggio che rimane più impresso del libro. Totalmente folle a causa della balena, non riesce a fermare la sua pazzia che lo porta alla morte. Decisamente un bel libro, complicato, ma non per questo brutto. Forse le parti relative alla cetologia e alla baleneria sono un po’ noiose ma il libro si riscatta alla fine con la caccia serrata alla balena bianca. E’ un libro che vi consiglio vivamente. La frase che mi è rimasta più impressa è questa, detta da Achab:

“[…]fino all’ultimo combatto, dal cuore dell’inferno ti pugnalo, e in nome dell’odio ti sputo addosso il mio ultimo respiro.[…]”

Vi lascio con la scena finale del Moby Dick con Patrick Stewart, che vi consiglio di vedere…