Alice nel paese delle vaporità

Come molti di voi attendevo con ansia questo libro, si può ben dire che sia il libro che ho atteso di più quest’anno perché ero rimasto favorevolmente impressionato dalla Ragazza dei miei sogni e soprattutto da Pan. Attenzione SPOILER. Ecco la prima cosa che bisogna dire è che Alice nel paese delle vaporità e Pan hanno poco da che spartire. Non bisogna confrontarli. Affatto. Sono due libri diversi. Per quanto stiano sullo stesso tracciato, anzi siamo ambientati nello stesso omniverso o per meglio dire Foresta. Che dire di questo nuovo libro di Francesco Dimitri allora? Che è un libro originale sia per lo svolgersi degli eventi che per i personaggi, uno su tutti Chesy, il Diavolo dei Crocicchi, che ti entra nel cuore, almeno personalmente l’ho trovato il personaggio che più mi è piaciuto, altro che l’insipido Stregatto di Burton, ma anche la stessa Alice, la cui motivazione per andare nello Steamland è che si annoiava della vita quotidiana, quanto di più vero esista nella realtà, ma anche, come sempre in questo Dimitri non si smentisce, l’originalità sta nelle situazioni, nel finale, in tante cose come per esempio la spiegazione della vaporità. Bellissima. Come cosa sia lo Steamland, questa landa invasa dalla nebbia che dovrebbe essere come una droga, che fa venire le allucinazioni, mutazioni e altre cose interessanti… Poi ho apprezzato molto l’idea delle Ombre nella Foresta e della rivelazione su Ben… Però qui a parlare delle cose che mi sono piaciute o non piaciute alla fine faccio la lista della spesa e sinceramente odio ‘ste cose quindi vado al sodo, sinceramente se dovessi dire ora come ora cosa non mi è piaciuto del libro, non saprei rispondere, forse l’unica cosa è che è un po’ corto e non auto-conclusivo. Cioè si conclude ma… ci sarà dell’altro. L’ultima chicca il “cameo” di Pan è veramente stupendo! Ah poi se volete vedere qualcosa di veramente bello tratto dal libro di Caroll vi consiglio di guardarvi la miniserie di Syfy intitolata Alice, con Kathy Bates, Caterina Scorsone, Tim Curry, Andrew-Lee Potts e Colm Meaney.

Ah e anch’io voglio essere un wundercoso!