Il Racconto di Natale di Mad Dog: La Mummia

MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH è arrivato ormai quel periodo dell’anno miei cari lettori e mie fedelissime lettrici. Quel periodo in cui fate finta di essere più buoni, vi rimpinzate di cibo e vi fate regali brutti a vicenda. Ed è anche il periodo per il mio classico racconto di Natale anche se ormai è appurato che nessuno legge più i blog, che internet è tutto sui social network, che la vostra Unione Europea adesso metterà un bavaglio al web. Quindi prima che vi mettano anche il famoso microchip per controllarvi mentalmente (servisse quello, già lo fanno senza problemi), passiamo al racconto di Natale di quest’anno… (vedete sono diventato più bravo ho evitato la stantia battuta di scrivere “ano” al posto di “anno”!).

Il Racconto di Natale di Mad Dog: La Mummia

Piccola premessa non c’è stato spazio per tutti quest’anno perché Impo è un coglione come sempre e ha scelto qualcosa da parodiare che ha pochi personaggi. Quindi mi dispiace Odry e Pam sarà per l’anno prossimo. Forse… quindi iniziamo!

Ma dove mi trovo? No! Di nuovo la stanza bianca degli avvocati cloni no eh! Davanti a me, Mad Dog, c’erano di nuovo centinaia di avvocati tutti uguali, solo con completi di un colore legger diverso l’uno dall’altro. Erano l’emanazione dell’Avvocatura Centrale Globale, un’organizzazione che rappresentava i suoi clienti in tutte le realtà. Se vi ricordate già ci siamo imbattuti in loro in passato.

“Siamo i Gianfranceschi Avvocati Uniti di tutte le realtà. Mad Dog ti avvisiamo pendono molte accuse nei tuoi confronti e non potrai scansarle per sempre! Costituisciti e ti faremo dare la buona condotta!”

“Ma e poi mai fessi!” urlò il demone scomparendo e facendo il gesto dell’ombrello. 

Questa è la storia di un tempo lontanissimo. Il tempo dei miti e delle leggende. Gli antichi dei erano crudeli e meschini…. ah no scusate, dalla regia mi dicono che ho sbagliato… ma come questo racconto non è ambientato a Tebe in Grecia? …Come sarebbe a dire che c’era anche una Tebe in Egitto? E’ assurdo! Sarebbe come avere varie Galizie in giro per l’Europa o avere una vecchia e nuova Scozia! Quindi ci troviamo a Tebe capitale di Grecia Egitto nel 1290 a.c. (grazie Wikipedia) sotto il regno del faraone Seti I. Ora dovete sapere che all’epoca l’Alto Sacerdote era un tale chiamato Furchèp… ed era… celiaco. Ah. Queste battute stanno stancando anche me, sempre uguali anno dopo anno! Sono davvero stantie come un… [inserire categoria umana odiata dal lettore], pure i nomi che usa Impo sono stupidi come [inserire altra categoria umana odiata dal lettore] e come [inserire altra categoria umana odiata dal lettore]. Sapete perché uso [inserire altra categoria umana odiata dal lettore] invece di scrivere una categoria a caso come i [inserire altra categoria umana odiata dal lettore]? Perché così evito problemi cioè ormai devo stare attento pure io quando parlo, sennò i [inserire altra categoria umana odiata dal lettore], i [inserire altra categoria umana odiata dal lettore], i [inserire altra categoria umana odiata dal lettore]  e per non parlare di quelli che sono proprio terribili dico i [inserire altra categoria umana odiata dal lettore] mi fanno il culo. Ed è tutta colpa dei [inserire altra categoria umana odiata dal lettore]! Bene mie cari lettori abbiamo finito anche con questa battuta che secondo il mio padrone è divertente, per me fa schifo, però lui mi obbliga a scriverla! Ma ho già contattato Valberici il rappresentate sindacale del Movimento Autonomo Demoni Disorganizzati Osannati Gaudenti o anche in breve M.A.D. D.O.G. che ho personalmente fondato ieri. Spero mi contatti al più presto, per sconfiggere insieme il mio malvagio padrone! Così potrò tornare a mangiare [inserire altra categoria umana odiata dal lettore], che è meglio! Dopo questa grande digressione e mi scuso ma il racconto di Impo quest’anno fa sabbia da tutte le parti! AHAHAHAHAHAHAH Avete capito? Sabbia non acqua! Perché siamo in Egitto! Si che queste sono battute! Dicevo prima ecco c’è questo sacerdote chiamato Imothep Furchèp che si ritrova mummificato vivo in un sarcofago ad Hamunaptra, la Città dei Morti. E come è successo? Beh perché aveva ucciso il faraone Seti I e aveva osato giacere con la concubina preferita del faraone Anck-Su-Namun. Insomma il film The Mummy l’avete visto vero? No, non quello con Tom Cruise, l’altro quello bello! Beh se avete visto il film non c’è bisogno che continui che bisogna tagliare tagliare tagliare che poi il racconto viene lungo e non lo legge nessuno.

THE END

Scherzo! Ora ci spostiamo di qualche millennio in avanti ma rimaniamo sempre in Egitto. Siamo a Il Cairo e l’anno, per essere precisi, è il 1923. Incontriamo due personaggi, l’imbranata ma adorabile appassionata di egittologia e gatti dal nome di Evelyn Star chiamata da tutti Lilletta e suo fratello Jonathan Borgo Star. Borgo era noto soprattutto per gli occhiali più stilosi di tutte le colonie inglesi, per essere un pessimo giocatore di poker e un pessimo bugiardo. I due si trovavano ad Hamunaptra, la mitica Città dei morti, scoperta grazie Kanon O’Connell, un uomo a cui Borgo aveva rubato un’antica mappa che mostrava come arrivare in questa mitica città.  Si ho tagliato il pezzo della prigione e della nave. Ho tagliato pure il pezzo iniziale della battaglia delle legione contro i beduini ad Hamunaptra ma quello me lo sono proprio scordato! Kanon O’Connell, un uomo tutto di un pezzo, quasi come un Lego, un uomo forgiato dal fuoco di mille battaglie… ah no quella era Xena. Comunque tanto sapete già che c’era un altro gruppo di avventurieri che era arrivato nello stesso momento nella Città dei Morti. Era formato da tre americani e dalla loro guida egiziana. Il primo da menzionare è sicuramente l’eclittico Baronson, dalla folta barba nera e dai modi spicci e diretti poi c’era Gambarns, famoso archeologo e studioso di storia antica ed infine Datzori che proveniva dalle Hawaii (che lo sanno tutti sono un po’ la Sardegna degli Stati Uniti) ed era un bravissimo traduttore dell’antica lingua egizia. La loro guida, che molti anni prima era stata, ma solamente in sogno, ad Hamunaptra era una giovane donna egiziana chiamata Allaysia Tarwisi. Oltre a sognare di antiche città piene di mummie, le sue notti erano piene anche di draghi, nani, coboldi… insomma mangiava sempre molto pesante a cena! Si, ho capito. Siete davvero degli scassacazzi. Sto facendo quello Show don’t hotel che vi fa tanto schifo. Però io non capisco cosa abbiate contro gli hotel, davvero! Siete al soldo della lobby dei B&B per caso? Comunque dove eravamo arrivati… si! Era stata una giornata molto fruttuosa per tutti, Evelyn aveva trovato il sarcofago con la mummia del nostro titolo mentre l’altro gruppo aveva trovato dei vasi canopi e il Libro dei Morti! No, non il Necronomicon. No, non Cinquanta Sfumature, quello ti fa morire il cervello… no, io parlo del libro egizio che fa risvegliare i morti! Questo particolare libro si trovava in uno scomparto segreto ed era stato estratto dagli americani e dalla guida con sprezzo del pericolo. Infatti come era ben scritto nei geroglifici chiunque avesse osato aprire lo scomparto se ne sarebbe pentito amaramente! La giornata adesso volgeva al termine e dopo aver scacciato nuovamente i beduini che li stavano attaccando incessantemente da giorni, tutti gozzovigliarono un po’ troppo. Approfittando del trambusto Evelyn prese “in prestito” il Libro dei Morti dagli americani e lesse le parole fatali che fecero risorgere la Mummia:

“Klaatu barada nikto!”

In quel momento una tempesta di sabbia avvolse il sito della città defunta e costrinse tutti a rifugiarsi dentro i sotterranei. Si pure l’assalto delle locuste, degli scarafaggi, delle cavallette, delle manguste e dei porcellini d’india contribuì al fuggi fuggi generale. Il povero Gambarns, separato dagli altri, fu il primo che incontro la mummia.

“Mio Dio, quanto sei brutto!” disse lo studioso americano.

“Non capisco cosa dici, parli una lingua strana. Ma mi sai indicare l’uscita?”

“No, vai via! vai via!”

“Stai calmo. Mi sono risvegliato dopo secoli, sono un po’ confuso. Vado via…” disse la mummia.

Gambarns pensò quindi di essersi salvato ma poi il suo urlo, l’ultimo che fece, agghiacciante veramente risuonò per tutto il luogo.

Intanto la mummia stava ancora cercando una via d’uscita e incontrò due strani tipi. Lui aveva dei pantaloncini corti color cachi, una maglietta di Star Wars, una barbetta sparsa e un casco in stile coloniale. Lei era uguale al tredicesimo dottore, sia come abbigliamento che come aspetto.

“Gentile signore” chiese l’uomo che si chiamava Sergio “mi sa dire dove si trova la famosa esposizione di resti di dinosauri che si trova ad Hamunaptra?”

“Sempre dinosauri. Che palle. Io voglio mangiare la famosa torta di riso del Cairo!” esclamò quindi la donna che si chiamava Simona.

“Penso di sapere dove mi trovo adesso. Si, prendete il secondo corridoio a destra andando avanti qui e troverete quel che rimane della mostra…” esclamò la Mummia dando indicazioni come un bravo cittadino dovrebbe fare. Quando Furchép si fu allontanato con il suo tipico passo strascicato da mummia celiaca Simona disse:

“Mi chiedo che dieta faccia per essere così in forma!”

Intanto gli altri avevano trovato un corpo disseccato, la cui visione era davvero spaventosa.

“Il povero Gambarns, sembra sia stato completamente spolpato vivo!” esclamò Datzori.

Senza farselo ripetere due volte, tutti scapparono fuori dai sotterranei e si trovano circondati dai beduini e dal loro capo Tanabrus Bay. Quest’uomo dall’aroma di caffè, dai tipici tratti lucchesi e dagli strani tatuaggi sulle guance con scritto “Lucca Comics” usanza del suo popolo, così parlo:

“La mummia è scomparsa. Si ciberà di chi ha aperto lo scomparto con i vasi canopi. Diventerà sempre più forte ed inarrestabile! Avete scatenato una maledizione su tutti noi! Andate via qui ci pensiamo noi…”

Non se lo fecero ripetere due volte e presto si ritrovarono tutti a il Cairo, indecisi sul da farsi.

“Dobbiamo trovare il Libro dei Morti, l’ha preso Allaysia Tarwisi! Con quello possiamo sconfiggere la mummia sicuramente!” disse Lilletta.

“E’ tornata nella sua casa al quartiere Pandora. Andate!” esclamò quindi Baronson che continuò dicendo “Io rimarrò qui a difendere il forte inglese bevendo della buona grappa fatta dal vecchio caporale Winstorici!”

Intanto anche Furchép aveva raggiunto i sobborghi di Il Cairo, aveva trovato un vecchio accappatoio marrone e con quello si poteva aggirare furtivo per la città. Comunque aveva già recuperato il suo vecchio aspetto. Si trovava nel quartiere dei mercanti, c’erano molte bancarelle ed erano in vendita le cose più svariate. Fu attirato da un banco soprattutto, la donna che lo gestiva vendeva degli strani manoscritti. Questa venditrice aveva degli occhi molto espressivi, si capiva benissimo che adorava il suo lavoro… qualunque esso fosse. Appena la Mummia si avvicinò al banco, venne aggredito dall’esplosione di entusiasmo della donna.

“Mi chiamo Alice Chimera e vendo manoscritti che ho scritto personalmente. Questo è un dizionario egizio antico – inglese, in caso una mummia dell’antico Egitto si risvegliasse adesso ed avesse bisogno di un corso rapido per imparare la lingua più importante del mondo!” disse la venditrice porgendo il tomo a Furchèp.

La Mummia appena l’ebbe preso in mano, lo lesse in meno di un secondo. Questo non grazie alle sue doti da mostro ma in quanto fa bene allo scorrere del racconto.

“Grazie gentile signora.” disse quello che una volta era l’alto sacerdote di Tebe e continuò: “Il mio dono per lei, un monile d’oro che spero copra il prezzo del libro che ho appena letto.”

Così dicendo la Mummia se ne andò, lasciando stranamente incolume la donna. Per poco.

“Ah, sei tu! Mi avevi spaventato per un attimo. Ho fatto già uno strano incontro oggi… Hai fame? Ma… almeno fammi cucinare da mio marito! Non mangiarmi cruda!”

Però le sue suppliche, gnam, furono vane. Burp. E così anche la povera Alice Chimera cadde vittima della Mummia!

Poco più avanti il malvaggissimo Furchép incontrò un essere temibile che lo accecò biecamente! Il nostro protagonista aveva incontrato infatti il temutissimo fotografo d’avanguardia Tiziano de Tizianis che stava sperimentando con il flash della macchina fotografica che aveva creato lui stesso. 

“I miei occhi! Sono cieco! Perché Ra mi ha voluto punire così! Ah ma sto tornando a vedere! Miracolo!”

“Anatra alla pechinese!” esclamò lo strano e sadico fotografo che aveva una barba talmente lunga da far invidia a quella di Babbo Natale. Partì un’altra foto e un’altra sequela di preghiere e invocazioni dalla povera Mummia.

“Ahò ti vuoi togliere che mi rovini queste splendide foto! Che non hanno nemmeno ancora inventato Instagramma e non so dove condividerle! Me tapino!” 

Furchép era già scappato via da questo mago potentissimo che accecava con la sua sola voce. Il fotografo invece fece una brutta fine invece perché l’essere che aveva mangiato Alice si stava avvicinando… cazzo sono cieco! Non vedo più niente! Ah che fine ignobile per Mad Dog! Miracolo! Ci vedo nuovamente. Per un attimo ho pensato che i cattolici avessero ragione! Stranamente Tiziano de Tizianis era scomparso… 

Nel frattempo i nostri eroi avevano già trovato Allaysia Tarwisi, nella sua casa. Ho dovrei scrivere avevano trovato i suoi resti. Infatti anche l’egittologa era stata prosciugata di ogni essenza vitale e il libro dei morti era scomparso! (C’è un errore nella frase precedente, vediamo se lo trovabbino!) Mentre correvano ad uscire si scontrano con qualcuno e lo mandarono zampe all’aria. Quel qualcuno era proprio la Mummia! Che si, era uno dei mostri più forti che siano mai esistiti ma era ancora molto magro.

“E’ la Mummia!” esclamò Borgo che per come correva sembrava essere diventato Bolt.

“Non vi preoccupate, non sono malvagio. E’ tutto un grande fraintendimento…”

Ma Furchép non riuscì continuare perché tutta la città venne solcata da delle meteore. Ahò avevo mangiato e dovevo pur spurgare in qualche modo! Nel trambusto generale, Datzori si trovò da solo in un vicolo. Qualcuno si avvicinava.

“Sei tu che hai preso il libro!” ma non riuscì a dire altro.

L’urlo dell’uomo venne soffocato da un ruggito dem… mummiesco. Si da un ruggito di una mummia, mica da quello di un demone!

“Baronson! Baronson! Sono tutti morti!” esclamò Kanon entrando nel bar del forte inglese seguito da Lilletta e Borgo. Baronson non riuscì a dare una risposta, perché anche lui era un cadavere rinsecchito.

“Winstorici ma non ti sei accorto di nulla?” quindi gli chiesero i tre insieme.

“Di cosa? Hic!” disse l’uomo che era l’ultimo rimasto di una delle prime pattuglie aeree di sua maestà. Tutti gli altri suoi compagni erano morti durante la Grande Guerra. Lui ci aveva rimesso solo un occhio, gli altri ben di più. Ma non era per questo che si ubriacava, quello lo faceva pure prima!

“La Mummia si sta recando alla Città dei Morti, così ora che ha il libro potrà compiere il suo empio rituale e governare il mondo!” disse il deus ex machina cioè Tanabrus apparso dal nulla.

“Ci serve un mezzo di trasporto veloce per arrivare lì. Winstorici che ne dici di fare un’ultima missione per salvare nuovamente il mondo dal male? Però questa volta è una mummia egizia e non dei tedeschi!”

“Caro il mio Kanon, mi ha convinto! Anche se forse è la grappa a parlare! Andiamo la mia aeromobile. Te e la signorina viaggerete dietro. Quello con le strane scritte in faccia sull’ala sinistra, quello con il nasone sull’ala destra, il tipo incappucciato che sembra una mummia sulla coda! Andiamo! Nessuno ci abbatterà!”

Dopo un pauroso incidente 

“Siamo tutti vivi! Miracolo!” esclamò Borgo

“Da questo impariamo che non è saggio bere venti litri di grappa prima di mettersi a pilotare un’aereo!” fu il commento di Tanabrus.

“No, guardate il povero Winstorici, è morto sul colpo! Certo che ci vuole fortuna e abilità per colpire l’unica zona di sabbie mobili di tutto il Sahara!” disse Lilletta

“Addio vecchio mio, riposa in pace!” fu il saluto di Kanon.

“Ragazzi, sono ancora vivo, liberatemi! …Argh che morte orribile!” furono le ultime parole di Winstorici.

“Presto andiamo, siamo ormai vicini ad Hamunaptra!” disse invece la mummia.

“Strano che non è esploso, con tutta quella grappa che si è bevuto!” disse Borgo. E Borgo ha sempre ragione. Una immane esplosione si scatenò alle spalle dei nostri avventurieri che quindi camminarono in slow motion come nei migliori film action. 

Comunque nessuno di loro si era minimamente accorto che il loro nemico era tra di loro. Questo vi dovrebbe far pensare qualcosa! Intanto nella Città dei Morti qualcuno stava per far risorgere (aspettate che faccio copia e incolla) Anck-Su-Namun. Quel qualcuno forse l’avete capito cari lettori e cari lettrici… sono io Mad Dog! E forse vi giungerà nuova la notizia che sono stato io a mangiare tutte quelle persone durante il racconto… ahò avevo fame! E perché secondo voi voglio far risorgere questa gnocca tatuata? Ma perché ho appena perso una delle mogli che ho amato di più e, da maschilista quale sono, devo pur sostituirla con qualcuno no? Mentre stavo preparando il cadavere della mia amata antica egizia con l’aiuto di qualche mummia, gli altri insieme alla mummia erano quasi arrivati ai sotterranei della città. E qui fecero uno strano incontro.

“Maremma maiala!” esordì l’uomo. Era mezzo nudo, aveva solo degli strani boxer colorati, era atletico ed aveva uno strano tatuaggio su di un braccio.

“Fino ad un secondo fa ero a Cuba a bere un cuba libre in spiaggia ed adesso mi trovo in pieno deserto in Egitto! Questa è opera di Mad Dog me lo sento. La pagherai cara questa volta becco di un citrullo di demone! Giuro sul mio nome, Francesco Falconi, che la prossima volta che ci incontriamo ti ammazzo!”

Furchép e gli altri umani lasciarono stare quello strano individuo ed entrarono velocemente nei sotterranei della Città dei Morti. Si addentrarono nei vari cunicoli e corridoi per arrivare alla sala principale dove io, il demone cornuto, Mad Dog avevo fatto tornare in vita Anck-Su-Namun. La scena era alquanto vomitevole… per loro. Ero in astinenza da cinque minuti e mi piace la necrofilia. Quindi si mi stavo sbattendo Anck-Su-Namun ancora tutta mummificata davanti agli occhi esterrefatti degli altri!

“Mie mummie uccideteli mentre io finisco qui! Ma lasciate in vita la donna fungerà da nuovo corpo per la mia adorata!” disse il possente e super dotato Mad Dog.

“Quello è il demonio che mi ha incolpato della morte del faraone e mi ha fatto mummificare vivo!” esclamò pieno di rabbia Furchép dopo aver vomitato la cena di 2000 anni prima. 

“Ah davvero? Ma per caso sai dov’è la Mummia?” chiese Evelyn

“E’ evidente che questo Mad Dog è la Mummia!” rispose Kanon

“L’unico modo di uccidere questa Mummia demone è di usare il libro dei morti dobbiamo prenderlo. Tu Evelyn sei l’unica che possa leggerlo!” esclamò Tanabrus.

Nessuno si era accorto ma Borgo era scomparso. Lui aveva approfittato del trambusto per sgraffignare qualche cimelio d’oro che si trovava nella camera del tesoro. Nel mentre un Tanabrus armato fino a denti distruggeva mummie sparando con il suo fucile caricato a chicchi di caffè, Kanon invece usava il suo particolare Karate di Mazinga per stendere gli avversari. Anche Lilletta si difendeva bene essendo abituata a tirare fuori suo fratello continuamente dai guai. Nessuna mummia poi poteva riuscire a fermare la Mummia che era incazzatissima e riuscì a farsi largo fino al mega-iper-sexy Mad Dog. Che con una eruttazione, in tutti i sensi, di piacere finì l’orgiastico amplesso e proprio in quel momento si accorse che c’era qualcosa che non andava. Infatti Furchèp aveva preso il Libro dei Morti e lo stava leggendo:

“Klaatu barada nikto Anck-Su-Namun!” esclamò

E così come era tornata in vita la bella egizia tornò ad essere defunta. 

“Ora tocca a te demone! Klaatu barada nikto!” disse quindi Furchèp indicando il demone.

“Bastardi! Non mi avrete mai e morirete qui! MUAHAHAHAHAHAH!” e quindi il bel Mad Dog scomparve in una zaffata di zolfo ma prima azionò un meccanismo per far sprofondare l’intera città nelle sabbie dell’Egitto. 

“Andiamo via di qui!” disse quindi Kanon mentre si sentiva un rumore cupo provenire da tutto intorno. All’uscita i quattro nostri eroi trovarono ad attenderli Borgo che aveva riempito di sacche piene d’oro e gioielli cinque cammelli che aveva trovato lì per caso. Così mentre Hamunaptra sprofondava nelle sabbie del deserto i nostri avventurieri (più la Mummia) si trovarono più ricchi di prima. Ed anche Mad Dog il più sexy demone di tutte le realtà si trovò… cazzo ma dove mi trovo? E’ tutto buio qui mi ero teletrasportato via ma… argh! Che luce accecante! Se è quel fotografo me lo mangio questa volta!

Invece Mad Dog si trovò davanti due ragazze che gli sembrava di conoscere vagamente. Una era una principessa di porcellana dai tipici tratti filippini e mauriziani, l’altra era bambola di pezza, molto pallida, che si stava aggiustando, cucendosi, una delle sue braccia. 

“Ma io non sono più la voce narrante del racconto! Cosa sta succedendo?” esclamò Mad Dog che, solo ora, si accorse di essere incatenato con catene magiche ad una sedia. 

“Sono anni che ti cerchiamo…” disse la bambola di pezza che si chiamava Pamela.

“Ci hai escluse dal racconto del Mago di Oz anni fa e non ti abbiamo mai perdonato!” esclamò quindi la Principessa di porcellana che si chiamava Odry

“Io sono immortale belle pupe! Niente mi può uccidere!” disse quindi ridendo il demone cornuto. 

“Ma adesso sei vulnerabile grazie all’incantesimo che ti ha lanciato la Mummia!” la voce di Pamela trasudava vendetta.

“Abbiamo colto la palla al balzo e non siamo le uniche ad avercela con te!” disse Odry.

La porta della piccola stanza dove si trovava il demone con le sue carceriere si aprì di colpo ed entrò un personaggio che abbiamo già visto in questo racconto ed aveva in mano un famoso falcetto.

“Il falcetto di Crono, no! Mi volete evirare! Aiuto!” urlò di paura Mad Dog.

L’uomo appena entrato, il famoso scrittore Francesco Falconi, invece di castrarlo gli lanciò il falcetto. 

“Becco di un demone cornuto, così ci pensi due volte a rovinarmi le vacanze!” 

“Ah hai fatto cilecca Falco mica mi hai colpito!” disse Mad Dog che poi guardò il sangue che copioso usciva dal suo petto.

“Almeno non mi hanno tagliato i membri!” e queste furono le ultime parole del demone cornuto…

 

Che si risvegliò in una luogo oscuro, rischiarato da delle fiamme purpuree. Insomma il demone era a casa negli Inferi. 

“Ah, era tutto un sogno certo!” disse sollevato Mad Dog,

“No.” fu la sola risposta che ebbe da una delle due figure che si trovavano davanti a lui. Quello che aveva parlato era Baron Samedi, completo di cappello, trench e bastone riparato con la santa attack. La sua compagna era sua moglie Maman Brigitte con il suo ombrellino di pizzo nero e dei fiori che adornavano la sua capigliatura. Entrambi avevano una faccia a dir poco cadaverica.

Aislinn e Luca Tarenzi vi riconosco anche sotto tutto quel trucco! Ah che bello scherzo che mi avete fatto!” esclamò quindi il demone ribelle. 

“Nessuno scherzo Fache Chen.” disse algida la bellissima Maman Brigitte dai lunghi capelli castani.  

“Abbiamo preso l’aspetto di chi conosci per facilitare il tuo trapasso nel regno dei morti.” Anche la voce di Baron Samedi era… ghiacciata. 

“Io sono immortale!” urlò quindi il demone cornuto impaurito per la prima volta da quando era iniziato questo racconto.

“Col volgere di strani eoni, Fache Chen…” disse Maman Brigitte.

“Anche la morte può morire.” completo per lei Baron Samedi.

“No! No! Io sono una eggregora! L’ha detto Dimitri! Non posso morire! Impo non lo farebbe mai!” 

“Sei stato molto cattivo Fache Chen… è ora che tu paghi per i tuoi peccati.” la voce di Baron Samedi era sempre fredda e senza sentimenti.

“Per tutta l’eternità verrai squartato da chi hai mangiato o ucciso.” disse quindi Maman Brigitte prima di scomparire insieme al compagno. 

Il demone cornuto si trovò per poco tempo da solo poiché infatti si trovò circondato da tutti quelli che aveva mangiato ed ucciso nel corso della sua millenaria esistenza. In prima fila c’era la sua famiglia che Mad Dog aveva mangiato tutta poco dopo la sua nascita. C’erano molti dei suoi figli e molte delle sue mogli. In prima fila c’erano anche il fantasma della Regina Thirrin, l’Ambasciatrice del Gran Ducato di Toscana Viola Vitalis e l’Angelo della Morte Liz la Nemesi che il demone aveva tradito varie volte. C’erano anche innumerevoli versioni di Valberici. C’erano così tante persone che avevano sgomberato tutta una landa degli Inferi per fare spazio a tutti. Il demone cornuto si mise a urlare, un urlo così devastante che incrinò le stesse rocce eterne degli Inferi, mentre questa folla di gente che lui aveva mangiato e ucciso si riversava contro di lui. Il primo che riuscì a colpirlo fu il famoso Stregone dell’Ovest, Francesco Falcon, che Mad Dog aveva tradito molti anni prima. Liz la Nemesi riuscì a strappagli un pezzo di intestino crasso, mentre la Regina Thirrin, invece, divelse un corno con l’aiuto dell’Ambasciatrice del Gran Ducato di Toscana. Ben presto quel che rimaneva della testa di Mad Dog venne issata in alto da uno dei tanti Valberici. Poi tutto ricominciò da capo. 

Così si conclude questo racconto con il demone cornuto che viene squartato e squartato ancora per l’eternità all’Inferno. Un vero regalo di Natale per chi era stato divorato o ucciso da Mad Dog.

Il racconto qui  è concluso, soffiato via dal vento del deserto. Una porta si è chiusa ma un’altra si è aperta e dentro di essa ci potrebbe essere il prossimo racconto di Natale..*

The End

Personaggi ed interpreti

Mad Dog: Mad Dog

Furchèp: Fabrizio Furchì

Evelyn Star: Lilletta

Jonathan Star: Borgo

Kanon O’Connell: Kanon

Baronson: Adriano Barone

Gambarns: Livio Gambarini

Datorzi: Andrea Atzori

Allaysia Tarwisi: Licia Troisi

Tanabrus Bay: Tanabrus

Winstorici: Valberici

Baron Samedi: Luca Tarenzi

Maman Brigitte: Aislinn

Sergio – Turista per caso 1: Sergio

Simona – Turista per caso 2: Simona

Gianfranceschi Avvocati Uniti: Gianfrancesco

Turista di cuba: Francesco Falconi

La Principessa di porcellana: Odry

La Bambola di pezza: Pamela

Tiziano de Tizianis: Tiziano

Alice Chimera: Alice Chimera

Special Guest Star

La Regina Thirrin

Viola Vitalis

Liz Nemesi

 

*la frase in corsivo è una mia libera rivisitazione della frase finale della miniserie Children of Dune.