Il racconto di Natale di Mad Dog: Il Ritorno del Natale in Casa Mad Dog

Ed eccoci finalmente come ogni anno al mio personalissimo direi maddoghiano racconto di Natale! Cosa succederà quest’anno? Sapeste! Non lo so nemmeno io! Sarà una sorpresa per tutti noi, ma iniziamo con la presentazione dell’assoluto protagonista di questo racconto. Si alzi il sipario, un grande applauso per Borgo! Si è lui il malcapitato di quest’anno, lo youtuber con il naso grande come il membro di un demone cornuto! Quindi molto grande! Il prode Borgo mi ha già pagato in dieci bellissime vergini per questo onore… …

 

Ma nessuno ci crede più a questa storia dei sacrifici umani e delle vergini! Nessuno mi hai mai regalato veramente della gente per mangiarla… perché in realtà io Mad Dog non esisto! E’ la dura realtà, non sono una egregore che non ho mai capito cosa sia ma sono solo il frutto malato di una mente malata di nerd sfigato! Sob sob… (per chi non l’avesse capito, si, io il demone cornuto sta piangendo!).

Ah. Scusate, anche i demoni hanno le crisi di mezza età. Ormai sono finiti i bei tempi in cui intervistavo scrittrici e cosplayers, in cui le gnocche facevano a gara per essere mie concubine., in cui riuscivo a scatenare flame epici! Sono passato di moda un po’ come Spinoza che stato soppiantato da Lercio. Il massimo che riesco a trovare per guadagnare il pane è qualche comparsata in campagne di D&D. Nessuno nemmeno commenta questo blog ormai, capisco i post del mio creatore che fanno schifo e sono noiosi, ma pure i miei. Lo so farò la fine di Nicholas Cage… ma torniamo dopo questa digressione al nostro racconto che inizia così…

 

Borgo si svegliò. Si trovava in luogo angusto e freddo che non riconosceva, un vero e proprio tugurio. Una cella, chiusa da una inferriata brutta e i cui muri trasudavano muffa e liquami. A prima vista poteva essere la camera di hotel che aveva preso quando era andato all’ultima Lucca Comics ma questa cella era decisamente meno umida di quella camera d’albergo. Il povero Borgo non sapeva come era possibile ma era finito, almeno da come parlavano gli altri detenuti, in una prigione francese. Inoltre il loro vestiario era alquanto antiquato. Si, so pure cosa significa antiquanisto. Non sono così illetterabile come pensate voi! Dopo la lauta colazione di vermi e pane (ahò son proteine!) i prigionieri ed un mesto Borgo vennero portati dalle guardie del carcere nel loro luogo di lavoro. Ed è qui che Borgo iniziò a capire che era proprio capitato nella merda. Infatti quel che vide davanti a sé era un galeone mezzo arenato su di un fianco in una specie di canale in un porto. Una bandiera francese giaceva su di un pennone spezzato in preda dei flutti marini. Una guardia dall’inconfondibile aspetto di Russell Crowe ma con degli occhi chiaramente demoniaci si mise proprio davanti al nostro protagonista e gli disse, cantando:

“Now Prisoner 24601, your time is up and your parole’s begun. You know what that means?”

“Che cazzo hai detto? Mi servono i subs di Italiansubs sennò non capisco niente quando canti!”

Ed i sottotitoli arrivarono. I carcerati e le guardie fuggirono via, in preda la panico. Borgo riuscì solo ad esclamare un “Merde!” prima che la parola “Now” lo schiacciasse insieme ad uno sbigottito Javert.

Quindi Borgo si risvegliò di nuovo, era ben stupito di essere ancora vivo ma si accorse presto che ora si trovava da un’altra parte ed era decisamente meglio rispetto alla Francia dei Miserabili. Infatti si trovava in una stanza, chiaramente di stile medievale, ma nel letto aveva le più belle gnocche modelle dell’internet che si possano immaginare e tutte nude pure! Si questa volta aveva svoltato, decisamente. Uscì dal letto indossando una comoda vestaglia di pelliccia d’orso che aveva a portato di mano e si mise a bere un vino davvero buono, un rosso corposo tipo un Nero d’Avola. Mentre stava sorseggiando il vino buttò l’occhio, per la prima volta, su di uno stemma che adornava la camera. Era il metalupo degli Stark. Borgo iniziò a tremare impercettibilmente ma non per il freddo. Si diresse, quindi, di volata ad una finestra e spalancò le ante di legno. Fuori c’era la maestosa Grande Inverno completamente innevata. Senza pensarci due volte il nostro protagonista si buttò dalla finestra, meglio questa fine che quella che viene riservata di solito agli Stark. Si aspettava che la caduta fosse lunga, infatti si trovava in uno dei torrioni del castello ma durò poco. Borgo Stark atterrò su qualcosa di sodo ma di vivo, qualcuno l’aveva acchiappato e l’aveva tratto in salvo. Quando vide la faccia del suo salvatore il povero Borgo non poté far altro che urlare con tutta la forza che aveva. Il suo salvatore disse soltanto:

“Mad Dog. Mad Dog.”

Borgo si risvegliò urlando nel suo letto. Quello che aveva fatto era solo un incubo davvero brutto ma pur sempre solo un incubo. Non era la realtà. Non era reale. Almeno era questo che si andava ripetendo nella testa perché davanti aveva Mad Dog in tutta la sua possanza e magniloquenza. Insomma il vostro adorato caro demone aveva una erezione che poteva arrivare fino al Nebraska.

“Adoro essere un patrono di tutte queste cosplayers gnocche!” esclamò il diavolo cornuto più cornuto della storia dei diavoli cornuti.

Borgo continuava ad urlare. Ecco, pensateci bene, sarebbe la stessa cosa che fareste voi se Mad Dog si presentasse davanti a voi, di notte con una erezione da far invidia a Rocco Siffredi!

“Mio caro Borgo, don’t worry, non ti mangio. Adesso almeno. Sono qui perché ti ho scelto come protagonista del racconto di Natale di quest’anno!”

“Che culo… ehm che fortunato che sono!”

“Si, sei proprio fortunato” disse Mad Dog che sembrava non essersi per niente accorto dell’esclamazione colorita del nostro protagonista.

“Quest’anno” disse il demone continuando a parlare “la parodia sarà del Signore degli Anelli e tu sarai Borgo Baggins!”

Ma Mad Dog non poté aggiungere altro perché sia lui che il suo malcapitato amic… conoscent… persona rapita, si ritrovarono in un luogo particolare, le cui pareti erano interamente bianche, di un bianco luminoso e quasi accecante che nemmeno si riusciva a vedere la fine di questa stanza immensa.

“La stanza dello spirito e del tempo!” escalmò Borgo estasiato ancora in pigiama.

“No, questa è l’Avvocatura Centrale Globale, da ora definita ACG, noi siamo gli Avvocati di tutto il creato!” disse un uomo comparso davanti ai due. Non era il solo. C’erano centinaia, anzi migliaia, di suoi cloni. Tutti vestiti uguali, con un completo gessato marrone così ci è sembrato alla televisione. Però questo marrone era di una leggera sfumatura diversa in ogni completo. Mad Dog riconobbe subito chi gli stava parlando. L’aveva mangiato nel racconto precedente, era l’avvocato! Il pizzetto, l’altezza, quell’aria da serial killer dell’est europa non mentivano.

“Ma io ti ho mangiato!”

“Ah, no, hai mangiato CYRl21. Uno dei nostri tanti fratelli. E per quello abbiamo delle accuse molto pensati per te, ma le faremo decadere perché siamo qui per un altro motivo. Non puoi usare il Signore degli Anelli o ogni altra opera collegata a Tolkien. Questione di diritti.”

“Ah ok. Allora faremo la parodia di Games of Thrones!” esclamò contento Mad Dog anche se Borgo non era molto felice. Aveva paura che gli sarebbe capitato di fare uno Stark!

“No, non potete. Noi tuteliamo i diritti anche di Game of Thrones…” disse ancora l’avvocato in maniera assai compita.

“Allora quale franchise potrò sfruttare?” si chiese Mad Dog

“Noi tuteliamo i seguenti franchise e prodotti…”

NOVE ORE DOPO

“Ed infine Xena la Principessa Guerriera.” concluse l’avvocato che aveva urgente bisogno di bere. La lista era stata davvero lunga, nel frattempo a Borgo venne offerta la colazione e un vestito, un completo ovviamente marrone.

“NOOOOOO!” urlò il demone cornuto in preda alla disperazione, buttandosi anche a terra.

“Non può usare la parola No urlata in questo modo, è un trademark della Lucas Arts e della Disney.”

“Ma se sono parodie penso non ci siano problemi…” disse Borgo timidamente.

Gli avvocati si guardarono preoccupati. Erano stati colti in fragrante. Infatti avrebbero voluto, in ogni modo, evitare che Mad Dog facesse la parodia di una proprietà affidata a loro. Per ovvi motivi.

“Basta che non sia a scopo di lucro…” riuscì a dire l’avvocato principale che si stava per mettere a piangere.

“Ho deciso la parodia sarà di Signore degli Anelli! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!”

Una luce rossastra avvolse Borgo che poi si ritrovò improvvisamente in un villaggio che si trovava affacciato su di una grande cascata. Inoltre era alto la metà di prima e i suoi piedi erano nudi e stranamente pelosi. Ora ricordò. Lui era Borgo Baggins, un hobbit che aveva ricevuto in regalo da un suo lontano zio una spada che si era rivelata la mistica Spada di Ade. Questa arma era senziente e provocava, in chi l’usava, la voglia di uccidere indiscriminatamente. Stranamente Borgo non aveva avuto nessuno problema con questo oggetto magico, beh a parte quando aveva smembrato quella stolta della zia che voleva rubargli tutti i suoi averi. Comunque, ora ricordava perfettamente, era dovuto scappare dalla sua cittadina di tranquilli hobbit e, aiutato da alcuni amici, era arrivano a Gran Nuraghe, dimora degli elfi guidati dal saggio Atzori. Bisognava assolutamente portare la Spada dentro il Vulcano del Male Supremo™ per distruggerla così che non potesse risorgere il potentissimo Imperatore Nero che era bloccato nel suo Maniero del Male. Per questo il saggio Atzori, dalle lunghe orecchie elfiche e dalla barba e pizzetto tipici del suo ordine, aveva radunato un concilio di razze e sapienti per creare una compagnia che avrebbe portato a compimento l’impresa. Nel concilio c’erano molti dei più noti avversari della malvagie milizie dell’Imperatore Nero che ancora tormentavano la Piana di Mezzo. C’era il famoso nano Tanabrus la cui barba era ricca di monili che rappresentavano tutti gli orchetti che aveva ucciso con il suo micidiale Caffè Ninci, così infatti chiamava la sua ascia nanica. Poi non poteva mancare lo Stregone Taradagast, il druido più sapiente per tutto quello che riguardava il mondo della natura, la sua folta e scarmigliata capigliatura tendente al grigio era il nido ideale per passerotti, corvi cornacchie e pure un gufo reale. Gli elfi erano rappresentati, oltre che dal saggio Atzori, anche da Lilladriel e da suo marito Kanaleborn, i due regnanti del regno elfico di Lombardia, famoso per le sue foreste che si trovava a nord est di Gran Nuraghe. Oltre a loro c’era anche Fabolas, figlio del re degli elfi del regno di Bosco Torinese, che si trovava invece a ovest della Lombardia. Fabolas era famoso più per le sue doti di arciere, per quelle di disegnatore, nessuno riusciva ad eguagliarlo quando disegnava infografiche. Anche perché ancora nessuno, tranne lui, nella Piana di Mezzo, sapeva cosa fosse una infografica. C’era anche uno stregone, il capo dell’Alto Ordine degli Stregone della Grappa, il mitico Valberici, che attualmente dormiva per smaltire una sbornia colossale, ad ogni respiro si formava delle bolle sul naso, piene d’alcol, che scoppiavano spandendo odore di grappa per l’aria. Inoltre nel concilio si erano imbucate pure due cugine di Borgo, Odry Pam anche loro ovviamente hobbit, la prima pittrice e l’altra una sarta che avevano seguito all’avventura il cugino per esplorare luoghi che mai avevano veduto prima ma che ora stavano gustando i prodotti locali degli elfi e se ne stavano fregando della salvezza di tutto il mondo. Le razze umane erano rappresentate da Liviorn Gambaron, famoso ranger, scrittore ed esperto di arti marziali del nord della Piana di Mezzo proveniente dalla cittadina, sempre nebbiosa, di Milano vicino alla terra elfica della Lombardia. Inoltre c’era anche una fiera (non nel senso di animale e nemmeno nel senso di Lucca Comics ma nel senso di caparbia, ecco, grammarnazi del cavolo) umana, dall’aspetto chiaramente nordico che più nordico non c’è! Era la bella Lagherta per gli amici Aislinn, dalla pelle bianco latte, dai capelli d’oro e dalla spada affilata e dallo scudo rotondo a strisce blu e bianche. Infatti questa Lagherta era la Regina dei Vichighi della Piana di Mezzo. Poi c’era l’arciere Eleas che proveniva dalla nobiltà di Torindor noto per la predilezione per le mele rubiconde e per la sua bravura con l’arco. Questo barbuto umano si alza in piedi ed esclamò:

“Sono lo Sean Bean della situazione. Quindi vado via, non voglio morire prematuramente! Non voglio fare una brutta fine io!” disse il coraggioso torindoriano.

“Cosa? E’ finita la grappa?” urlò quindi Valberici che si era risvegliato da un incubo bruttissimo. Aveva infatti sognato di essere diventato astemio. Lo tranquillizzarono tutti dicendogli che non c’era nulla da temere ma proprio in quel momento il povero Eleas veniva schiacciato e ucciso in un attimo ma molto dolorosamente da un demone cornuto davvero molto sexy e prestante fisicamente.

“Oh no è Mad Dog il Balrog!” urlò Fabolas imbracciando la sua fida matita 9H cercando di cogliere questo momento tragico su di un foglio di carta.

Insieme al demone dai muscoli guizzanti e dalle corna ricurve c’era un oscuro individuo, che indossava una tunica nera e quando si tolse il cappuccio tutti lo riconobbero. Era il temuto Darth Baronem, capo della setta di stregoni che veneravano l’Imperatore Nero. Lo si poteva facilmente riconoscere dagli occhi da psicopatico e dai baffi neri che sembravano presi direttamente da quelli di un generale austriaco dell’ottocento.

“Mi manda il mio signore e padrone, il magnifico Imperatore Nero e sono qui per…”

TRE ORE DOPO

“…per questo la provincia è stato mentale. Quindi ricapitolando adesso morirete! Ehi ma perché state dormendo tutti? E pure te mio figo… ehm fido Balrog! Uccidi quel tale Valberici, sono sicuro che con tutta la grappa che si beve prenderà fuoco facilmente!”

Il Balrog che aveva l’intelligenza di una lumaca per giunta morta si avvicinò con fare lento ma risoluto verso lo studioso della grappa che venne, all’improvviso, circondato, nello stupore generale, da altre persone che assomigliavano, vagamente, tutti a lui stesso. Erano tutte Valberici.

“Questo è un Attacco dei Cloni!” esclamò, anch’esso stupito, Darth Baronem.

“Noi siamo tutti i Valberici dell’Omniverso!” dissero contemporaneamente tutti i Valberi dell’Omniverso che poi continuarono dicendo “Siamo qui perché abbiamo fondato il Sindacato dei Valberici Uniti per gridare un risoluto no a queste notizie false e tendenziose che ci vogliono infiammabili! A morte i demoni cornuti!”

Quindi urlando la massa di Valberici, che erano minimo un centinaio, si tuffò sul demone sorpreso che venne letteralmente sommerso da questa massa umana. Il Balrog usò la sua arma migliore… le fiamme. Si dice che la palla di fuoco che venne sprigionata fosse, addirittura, più luminosa e più calda del sole stesso. La videro chiaramente in tutta la Piana di Mezzo. Borgo si salvò soltanto perché era andato al buffet e si nascose dietro una tavola di pietra. Quando uscì dal suo nascondiglio trovò che si erano salvati solo il Saggio Atzori, anche se un po’ bruciacchiato, e le sue cugine Odry e Pam che stavano ancora mangiando la loro terza colazione, imperterrite, senza essere state minimamente disturbate dalla morte che le circondava.

“Siamo stati già battuti, il malvagio Imperatore Nero vincerà!” esclamò disperato il Saggio Atzori rassettandosi la veste.

“Ma non potreste chiedere l’aiuto della Regina delle Aquile ed usare le aquile?” chiese Odry addentando un cosciotto di faraona.

“Si giusto, lei vi potrebbe aiutare!” aggiunse Pam spaccando la chela di una aragosta gigante e poi succhiandone l’interno.

“E’ un’ottima idea, dobbiamo andare subito al Nido Dell’Aquila per intercedere con la Regina!” disse il Saggio Atzori prendendo sotto braccio Borgo e scortandolo fuori dalla macabra stanza.

Erano quasi usciti che vennero fermati da due ritardatari, erano Sergio e Simona Bombadil, i due più famosi apicoltori e coltivatori della Piaga… ehm Piana di Mezzo. I due provenivano dalla Contea Emiliana ed indossavano i costumi tirolesi tipici della loro zona. Sergio era rubicondo e aveva una folta barba castana mentre per fortuna Simona non aveva la barba ma era anche lei rubiconda ma perché si era già scolata tre bottiglie di vino durante il viaggio fino a Gran Nuraghe.

“Scusate il ritardo, abbiamo incontrato traffico sull’autostrada. Un olifante si è rovesciato! Siamo ancora in tempo vero?” chiese Sergio cercando di vedere se era rimasto qualcosa al buffet.

“Purtroppo l’Imperatore Nero ha colpito e il Congresso della Razze è stato decimato!” disse severo il Saggio Atzori ma si accorse presto che i due ritardatari erano subito andati a mangiare al buffet senza aspettare una sua replica. Borgo e il Signore di Gran Nuraghe raggiunsero i due emiliani e videro, con orrore, che Simona stava mangiando una gamba del defunto Tanabrus mentre Sergio stava gustando un braccio dell’elfo Fabolas.

“Ma non eravate vegetariani?” chiese disgustato il saggio Atzori

“Si ma essere vegetariani mica esclude l’essere cannibali! Questa nano è proprio cotto a puntino!” esclamò quindi Simona addentando con foga lo stinco nanesco.

Il saggio Atzori e Borgo, quindi, si precipitarono fuori dal salone. In uno dei tanti corridoi pieni di statue di elfi nudi in pose compromettenti, trovarono due belle ragazze alquanto simili di aspetto fisico ma nello stesso tempo diverse, la prima la chiameremo Arianna e la seconda Giulia. Entrambe avevano i capelli lunghi e neri come l’ebano, la carnagione bianca come la neve, il rossetto nero come il Lato Oscuro dello Sforzo. Tutte e due avevano dei vestiti neri che stonavano decisamente con l’atmosfera elfica del luogo e avevano degli orecchini al naso. Mentre la prima, a giudicare dai suoi vestiti, era una cosplayer di una versione cresciuta di Mercoledì Addams, la seconda invece indossava un costume da strega del Mago di Oz. Inoltre la prima ragazza aveva un atteggiamento da attrice di teatro invece la seconda sembrava possedere la grazia e l’avvenenza di un gatto mannaro.

“Ahò Giù ma che cazzo ce famo qua?” chiese la sosia di Mercoledì alla sua amica.

“Non lo so Ari. E’ colpa di quello stronzo di Mad Dog sicuramente. La prossima volta che lo vedo lo castro!” esclamò quindi l’altra ragazza.

Dopo questa strana apparizione i nostri due eroi, l’elfo e lo hobbit, incontrarono, inaspettatamente la Regina delle Falene Giganti. La Regina, che nel linguaggio delle Falene Giganti era chiamata la Liciat Roisi, era una donna normale, per fortuna che le falene sono davvero brutte e vedere un ibrido-umano falene avrebbe fatto davvero schifo! Contraddistinguevano questa nuova arrivata una chioma corta di colore blu elettrico e una armatura composta dal carapace di alcuni insetti giganti.

“Ho sognato che vi dovevo aiutare contro l’Imperatore Nero. Una voce gutturale e sinistra mi ha detto che vi serve aiuto per raggiungere Monterotondor e il Vulcano del Male Supremo™.  La voce diceva qualcosa che non ho capito, qualcosa sulla lunghezza del racconto e sul fatto che le aquile costano troppo. Quindi useremo le mie falene giganti!”

Adesso Borgo Baggins si ritrova in groppa ad una falena gigante, ormai era quasi arrivato alla sua meta. Sta per gettare la Spada di Ade dentro la lava gorgogliante quando pensò che avrebbe potuto usare questa meravigliosa e scintillante arma a fin di bene. Avrebbe potuto sconfiggere l’Imperatore Nero e dominare, lui, Monterotondor, Gran Nuraghe e tutta la Piana di Mezzo e cambiargli nome in Borgoworld. Lui si che sarebbe un sovrano giusto e degno di questo nome. Proprio mentre aveva deciso di usare la Spada di Ade la falena lo buttò giù verso morte certa nel magma. Evidentemente il Saggio Atzori o la Regina avevano capito le sue intenzioni e avevano deciso di fermarlo. L’arma gli sfuggì di mano e cadde nella lava. Ormai sembrava la sua fine fosse giunta a grandi passi quando venne salvato da degli artigli che riconobbe essere di drago.

“Sono Nadiask, la famosa draghessa-sarta, sai mi piace presentarmi alla cena prima di mangiarla!”

Nel frattempo la Spada di Ade era stata completamente dissolta dalla lava e una tremenda eruzione sconquasso il Vulcano del Male Supremo™ ma l’Imperatore Nero se ne accorse quando era troppo tardi. Si trovava nel suo Maniero Del Male, infatti, precisamente nel salone attrezzato con gli ultimi ritrovati della tecnologia, stava per vedere un film che tutto il mondo attendeva, con impazienza, da anni.

“Finalmente posso vedere il primo film porno della famosa cosplayer Jessica… ah cazzo non funziona il Wifi! Dannati orchi non sanno fare un caz…”

L’Imperatore Nero non riuscì a finire la frase che l’intero castello gli crollò sopra sotterrandolo per secoli, lasciandolo a bocca asciutta.

Il racconto ormai è quasi finito… ed è a questo punto che Borgo si risveglia nel suo letto tutto sudato. E’ stato davvero un sogno strano pensa, forse era meglio non mangiare il pandoro con la salsa tonnata, avrà fatto reazione, pensa. Quindi si gira e guarda dall’altra parte del letto.

“Questo pandoro con la salsa tonnata è davvero fenomenale!” disse il demone cornuto completamente nudo addentandone un pezzo in maniera voluttuosa. Questo racconto di Natale si conclude così con questa visione di regale bellezza che sono sicuro rimarrà impressa a tutti per diverso tempo. Soprattutto a Borgo! MUAHAHAHAHAHAHAHAHAH

THE END

La famosa scena dopo i titoli di coda

Ci troviamo negli Inferi, dimora dei morti governati dall’Angelo della Morte, Liz Nemesi. Accanto a lei si trova la sua nuova alleata la Regina Thirrin, sovrana dei fantasmi. Invece davanti al suo trono di teschi si trovano due strani personaggi. Uno era il famoso autore fantastico (nel senso di genere non perché è fantastico, si lo è ma… siete proprio dei grammar nazi certe volte!) Marco Davide. Marco indossa un orribile cosplay di He-Man completo di caschetto alla Nino D’Angelo. L’altro uomo era il famoso Stregone dell’Ovest, Francesco Falcon. Ed indossava ancora le vesti di quando era stato ucciso anni prima nel mondo di Oz da cui proveniva. L’uomo aveva un vestito con mantello e cappuccio neri come la pece, solo i bordi dell’abito erano di un altro colore, rosso scarlatto. Per quel che si poteva vedere dei polsi indossava delle borchie e aveva alcuni strani anelli nelle dita delle mani.

“Spero che abbiate qualche novità per me, miei nuovi generali. Quel vampiro rachitico era davvero pessimo! Dovevamo essere noi i protagonisti del racconto di Natale di quest’anno!” disse la bella Liz, che se avesse smesso di fare l’Angelo della Morte avrebbe potuto fare la modella.

“Mad Dog ci ha traditi! Mi ha fatto anche indossare questo costume da He-Man e mi sono operato per avere questo dannato caschetto! E poi ha detto che la mia scena era stata tagliata!” disse Marco sconsolato.

“Il demone, che ricordo mi ha già tradito anni fa causando la mia prematura morte, ha detto che c’erano problemi di budget e poi ha fatto finta che ci fossero problemi con la linea…” aggiunse quindi lo Stregone dell’Ovest.

“Mad Dog non fa che combinare guai a tutti!” disse infine la Regina Thirrin

“Pessimo davvero!” concluse quindi l’Angelo della Morte con un sorriso che non faceva intendere niente di buono per il demone cornuto più sexy e bello del creato. Ma questa semmai è una storia per l’anno prossimo… sempre che la Disney non compri anche Mad Dog e Castel Oricalco nel frattempo!

La Seconda Scena Dopo i titoli di Coda

Il cadavere del druido Taradagast si mosse e venne buttato da parte. Sotto di lui si nascondeva Lagherta, ancora viva, infatti aveva usato il famoso stregone come scudo contro l’esplosione grapposa. Il demone cornuto avrebbe pagato caro questo affronto contro la Regina dei Vichinghi! Nel frattempo i Bombadil e le due hobbit stavano continuando a spazzolare, senza ritegno, il buffet.

Personaggi e Interpretisti

Borgo nella parte di se stesso, di Borgo Baggins, di Borgo Stark e di Jean Valjean

Mad Dog nella parte di se stesso, del Balrog, di Mad Dog\Hodor e di Javert

Lilletta nella parte di Lilladriel

Kanon nella parte di Kanaleborn

Gabriele nella parte di Tanabrus il nano

Odry e Pam nella parte di Odry e Pam le hobbit

Luca nella parte dello Stregone Taradagast

Aislinn nella parte di Lagherta, Regina dei Vichinghi

Fabrizio nella parte di Fabolas

Gianrico nella parte di Eleas di Torindor

Valberici nella parte dello Stregone Valberici

Adriano nella parte di Darth Baronem

Licia nella parte di la Regina delle Falene Giganti

Andrea nella parte del Saggio Atzori

Sergio nella parte di Sergio Bombadil

Simona nella parte di Simona Bombadil

Livio nella parte di Liviorn Gambaron

Arianna nella parte di  Se stessa

Giulia nella parte di Se stessa

Gianfrancesco nella parte degli Avvocati

Francesco nella parte dello Stregone dell’Ovest Francesco Falcon

Marco nella parte di se stesso

Special Guest Star

Liz Nemesi nella parte dell’Angelo della Morte

Thirrin nella parte della Regina Thirrin

Nadisk nella parte della Draghessa Nadiask