Mad Dog intervista Francesco Dimitri

Apri gli occhi, ti trovi in un antro scarsamente illuminato dalla luce tremolante di alcune consunte candele poste ai lati su massicci candelabri invasi dal sego colante. Ventate di aria gelida ti raggiungo direttamente in faccia insieme al lezzo della carne in decomposizione, di rifiuti organici e all’odore del sangue. Senti i boati dei tuoni di un temporale che imperversa all’esterno. Uno di questi fulmini cade vicino al luogo in cui ti trovi. Per un attimo puoi vedere, a causa di un’apertura che si trova proprio davanti alla tua faccia, tutto l’antro illuminato a giorno. E’ un attimo, ma ti basta per osservare il trono di legno laccato d’oro assiso sul fondo dell’antro. Svaccato sul trono si trova qualcosa che definiresti un diavolo che sembra non essersi accorto della tua presenza. Passano i secondi ed una risata malefica squarcia il velo della notte. MUAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAH. All’improvviso una luce scarlatta prende possesso di un lampadario di cristallo, immenso e invaso dalle ragnatele. Ora puoi vedere bene il demone cornuto che sta finendo di mangiare un cosciotto da cui cola del grasso denso. Ti guarda con i suoi occhi gialli, da gatto e poi esclama:”Era un vescovo. Dico quello che sto mangiando. Pensava che una croce” – e il diavolo scimmiotta il gesto papale – “e un po’ di acqua santa potessero fermarmi! Tsè come se mi possa far del male un crocifisso armeggiato da uno che ha una fede pari una tazza del cesso.” Rutta sonoramente, tanto che ti si scompigliano i capelli anche se stai a qualche metro da lui. “Mi scuso per il disordine, per il sangue che imbratta il pavimento e per le carcasse di resti umani, ma l’ultima mia sguattera credo di averla mangiata in salmì. E spero che questa mia entrata un po’ teatrale non ti abbia fatto paura. Tu sei un tizio che… ci sguazza in certe cose, almeno leggendo i tuoi libri! Ma presentati per bene, dato che oltre al tuo nome e cognome ed al fatto che sei fissato con il gotico, so poco e niente…”

Ho 28 anni e sono uno scrittore free lance. Vivo a Londra, mi piace giocare di ruolo e andarmene in giro per boschi. Ecco, questo è il pitch della mia persona…

Credo sia oca… dico il cosciotto… un oca preistorica… gigantesca…

“Leggendo Pan e La Ragazza dei Miei Sogni, oltre a notare che sei lussurioso come me, ho notato che ti usi spesso demoni e creature prese dal folk… folkr… dal… che cazzo, dalla mitologia (tiè italiano), dalle leggende, ma incontrato, oltre al sottoscritto, qualche incubus o qualche demone di altro tipo?”

Ogni mattina, davanti allo specchio.

Mi piace farti le boccacce MUAHAHAHHAHAHAHHA

“Spesso ti definisco il Neal Gaiman italiano, accettata questa affermazione, Neal Gaiman cosa sarebbe il Francesco Dimitri inglese?”

Sai cosa mi piacerebbe? Essere definito il Francesco Dimitri italiano. Gaiman è uno dei miei scrittori preferiti, ma non lo sento vicinissimo, stilisticamente. È vero però che, per così dire, abbiamo riserve di caccia contigue. La sua è molto più grande – ma c’è tempo.

Io ti definirei il Francesco Dimitri Russo… solo per il cognome russeggiante… Ronf…. Ronf….

“Il tuo ultimo libro si intitola Pan, il prossimo Alice, quale sarà il prossimo libro che scopiazz… ehm da cui prendi l’ispirazione?”

Per un po’ ho finito con le scopiazz… gli omaggi. Anche se ho in mente una versione del Don Chisciotte che prima o poi voglio scrivere – a fumetti, magari. Il mio prossimo libro? Ci sto già lavorando. Ma non voglio dire troppo: solo che è… tosto da scrivere. Ehm. Tosto. Mad Dog, non dire altro.

Non come il mio membro. Vuoi toccare… non morde mica… lui…

“Sia Pan che la Ragazza dei Miei Sogni, sono ambientati a Roma, la vostra capitale, come mai hai scelto questa città? Che rapporto hai con Roma?”

Contrastato. Ci ho vissuto per quasi dieci anni, prima di spostarmi a Londra, e sono stati anni importantissimi. È  una città che amo, carica di Incanto, carica di passione. E al tempo stesso è una città  che sta morendo, che vive di ricordi: a un certo punto di Pan Wendy dice che sembra un po’ un museo o una riserva indiana, ed è proprio così. È una città che ha bisogno di svegliarsi. Mad Dog, perchè non ci fai un salto?

Ma io ci vado spesso a Roma. Chi credi che organizzi i bordelli?

“Nei tuoi libri ci si trova sempre nei dintorni dell’occultismo, della magia, mai provato a fare veramente qualche incantesimo?”

Mi riservo il diritto di non rispondere.

E io mi riservo il diretto di… di… uhm… vediamo… mangiare Pan! Ah già fatto…

“Dagon è uno dei personaggi ricorrenti nei tuoi libri. E’ anche uno di quelli più ganzi. Lo rivedremo in Alice? E quanto c’è di autobiografico in Dagon?”

In Alice viene soltanto nominato: Alice è un libro molto diverso da quello che i lettori di Pan forse si aspettano. Ma in futuro Dagon lo rivedremo eccome, e ci sono molte cose, su di lui, da scoprire.  Autobiografico? Per niente, direi. Però è ispirato a un mio amico, del tutto reale…

Un po’ gli assomigli. Dai. Non mentire…

“Sfatiamo un po’ di pregiudizi. Chi sono veramente i goth? Cioè oltre ad essere tizi che si vestono sempre di nero, che ascoltando metal, che si riempiono di tatuaggi e piercing? Io ne ho mangiati di goth, il loro sapore non cambia molto dagli altri esseri umani…”

Hai già  risposto: il sapore è quello! Quella goth è un’estetica, nel senso migliore della parola – un modo di vedere il mondo che contiene, almeno nelle parti che interessano a me, anche molta autoironia. E i goth sono… beh, persone, tutto qui. Molto interessanti a volte, molto mascarati altre. Come tutti.

Ora che ci penso forse la coscia era di goth…

“Alice sarà il tuo prossimo libro in uscita. Tra l’Alice di Tim Burton e la miniserie di Syfy, cosa avete fatto vi siete dati tutti l’appuntamento? E di la verità… speri che il film di Burton porti una spinta alla vendita della tua Alice?”

Io credo che quando le idee sono nell’aria, all’improvviso emergono in più  punti diversi. Ho lavorato a questo libro per otto anni – e quando lo finisco e lo pubblico, zac, arrivano film e miniserie. Fa parte del meraviglioso mistero che è raccontare: un autore è uno sciamano che parla con gli spiriti, e gli spiriti sono i personaggi. Io credo, fermamente, che esistano davvero. E che a loro modo ci parlino. Quanto alle vendite: almeno in Italia, non credo. Semmai qualcuno dirà che ho ‘copiato’ Burton, per quanto assurdo possa essere, visti gli anni che ci sono voluti per questo libro. Ma così va il mondo. Ogni storia ha una vita sua, e sul lungo periodo, quella vita è l’unica cosa che conta.

Ma mai idee su un sexy demone come me?

“Nei tuoi libri non lesini sesso e sangue, ricevuto già una lettera minatoria dal MOIGE?”

Ho ricevuto email di tutti i tipi. La mia preferita è quella di un tizio che mi chiedeva di togliere dal commercio tutti i miei libri entro tre giorni e poi bruciarli. Altrimenti sarei stato condannato all’inferno. Considerato che all’inferno ci siete tu, Kurt Cobain e Bruce Lee, mentre in Paradiso mi becco solo gli antenati del Moige, ci ho pensato e ho deciso che, in fondo, non era una minaccia, era una promessa. Ad ogni modo: disprezzo attivamente il MOIGE, e che non ci siano dubbi su questo.

Che bello tutti dal mio amico Luci! Lucifero off course!

“Sei stato uno dei pochi italiani ad essere sopravvissuto alle recensioni di una nota blogger, quanto l’hai pagata?”

Alla domanda sull’incantesimo non ho risposto. Questo cosa ti dice, Mad Dog?

Uhm… si in effetti non poteva essere che te la fossi cavata così semplicemente…

“Recentemente c’è stata una polemica perché un critico ha definito il fantasy monezza. Sei d’accordo con questa affermazione?”

Non mi interessano i Critici in senso accademico. Conosco bene l’Università, ed è un mondo autoreferenziale, che può dire di tutto senza alcun controllo esterno. Mi interessano i critici con la c minuscola: blogger, giornalisti, lettori contenti o scontenti, che parlano di libri per passione, che danno consigli, informano. E fanno anche analisi, ma senza nessuna pretesa di verità. Quelli che analizzano e studiano pretendendo poi di costruire modelli ‘teorici’, li considero piuttosto ridicoli. Fare teoria della letteratura è come fare teoria del sesso: liberi gli altri di perderci tempo, libero io di mandarli al Mad Dog. Dicessero quello che vogliono, chissenefrega: io mi schiaffo sul divano e attacco Bayonetta.

Mandali da me che ho sempre fame…

“Cosa faresti se un figlio/a tornasse a casa da emo e ti proclamasse il suo amore per le opere di Moccia e di Gigi D’Alessio?”

Un test del DNA. Scherzi a parte, niente: se lui è contento così, a me va bene. Non credo che esistano classifiche di qualità assolute. Ognuno costruisce la propria realtà – poi però deve viverci dentro, ed è la parte difficile.

Se nel test del DNA scopri che ci sono traccie di demone, non è colpa mia. Voi siete un po’ tutti miei figli!

“Data la tua natura di grande conoscitore dei miti e delle leggende, dell’occultismo e della magia, dimmi cosa ne pensi di me? Il demone più sexy, figo e ganzo che ci sia nell’Omniverso? E, siccome la mente dei poveri mortali che mi seguono è molto scarsa, io mi definito demone o diavolo genericamente quando sono qualcosa di più complesso, tu cosa pensi che io sia veramente?”

Tecnicamente, credo tu sia un eggregore. No, non è un insulto. Non mangiarmi, davvero, non è un insulto.

Che cazzo vuol dire eggregore? Qualcosa di fico spero. Tipo un Gargoyle supersonico!

“Il tizio che nello stesso giorno ha ucciso Naeel, GL, Valberici ed Eleas, arriva a te, e ti fa fuori aprendo un tombino sotto i tuoi piedi. Come sarà il tuo funerale?”

Festoso. Voglio che al mio funerale ci siano cibo e vino e musica per tutti. Le lacrime tengono indietro i morti – le feste li fanno ballare. E io voglio essere un morto che balla.

Ti faccio diventare un morto vivente, prestami il tuo Necronomicon!

Mad Dog butta il cosciotto vicino ai tuoi piedi, si alza e si stiracchia poi si avvicina a te, ti guarda divertito ed esclama “Ora dobbiamo stare vicini, vicini, così ti riporto a casa tramite un portale puzzolente di zolfo! MUAHAHAHHAHAHAHHAHH”

Posso sistemarmi la camicia, prima?

Dove andiamo…. la camicia te la tolgo! MUAHAHAHHAHAHHAHAHH